In un mercato turistico sempre più competitivo, i proprietari e i manager di hotel, resort e campeggi devono prendere decisioni rapide e strategiche sul pricing. Una delle leve più importanti, ma spesso sottovalutata, è l’elasticità della domanda turistica. Dietro a questo termine economico si nasconde una realtà semplice: capire quanto i tuoi clienti sono sensibili al prezzo e come questa sensibilità cambia in base al periodo, al target e al contesto.
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ToggleImmagina due scenari: nel weekend di Ferragosto puoi alzare i prezzi e continuare a vendere tutte le camere, mentre a novembre un aumento anche minimo può farti perdere gran parte delle prenotazioni. La differenza? È l’elasticità della domanda.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è il valore percepito della durata del soggiorno. Ad esempio, se il mercato preferisce soggiorni di 7 notti e il prezzo per camera è di 250 €, il costo complessivo settimanale risulta di 1.750 €. In questo contesto, il prezzo è calcolato in base all’intera settimana: si valorizzano le attività e il tempo trascorso.
Tuttavia, se restano solo due notti da vendere, il cliente non percepirà più 1.750 € per sette notti, bensì 500 € per due notti, ovvero 250 € a notte. In molti casi, questa cifra può sembrare elevata rispetto alle aspettative del cliente (“250 € a notte è tanto!”), e non tutte le strutture riescono a mantenere prezzi così alti. Paradossalmente, quindi, abbassare il prezzo per quelle due notti potrebbe risultare una strategia più efficace e conveniente.
In questo articolo vedremo insieme cos’è, quali fattori la influenzano, perché è fondamentale per il revenue management e come sfruttarla con esempi pratici. Ti guiderò con un linguaggio semplice e diretto, pensato per darti strumenti concreti da applicare subito nella tua struttura.
In economia, l’elasticità della domanda misura quanto la quantità domandata varia al variare del prezzo. Applicata al turismo, significa capire come reagiscono i tuoi ospiti se aumenti o abbassi le tariffe delle camere.
Domanda elastica: piccoli cambiamenti di prezzo provocano grandi variazioni nelle prenotazioni.
Domanda anelastica: anche con aumenti di prezzo, la domanda rimane quasi invariata.
Esempio pratico:
Se alzi il prezzo da 100 € a 120 € (+20%) e perdi metà delle prenotazioni, hai una domanda elastica.
Se alzi da 200 € a 220 € (+10%) e perdi solo poche camere, sei in una situazione anelastica.
Per le strutture ricettive questo concetto è vitale. Significa riconoscere che non tutti i clienti e non tutte le stagioni reagiscono allo stesso modo al prezzo. Una famiglia in vacanza può confrontare decine di offerte online e scegliere la più conveniente, mentre un manager in trasferta prenota comunque la camera, anche se costa un po’ di più, perché ha bisogno di posizione, comfort e servizi.
In breve: capire l’elasticità ti aiuta a non temere di alzare i prezzi nei momenti giusti e a non svendere nei periodi sbagliati.
Non esiste un’unica elasticità: dipende da variabili che ogni struttura deve conoscere.
Segmento di clientela
Leisure: più sensibile al prezzo, confronta OTA, sconti e recensioni.
Business: meno elastico, dà priorità a posizione, orari flessibili e servizi extra.
Stagionalità ed eventi
Con alta pressione della domanda la sensibilità al prezzo è più bassa: pensiamo a Ferragosto, Natale o grandi eventi sportivi.
Con bassa pressione della domanda, invece, la domanda diventa molto più elastica: basta un piccolo aumento di prezzo per spingere i clienti a scegliere altre soluzioni.
Brand e unicità
Un boutique hotel con forte identità o un resort esclusivo hanno domanda meno elastica.
Una struttura standardizzata in un’area competitiva affronta più elasticità.
Canali di prenotazione
Sul sito ufficiale puoi fidelizzare e ridurre l’elasticità con vantaggi diretti.
Sulle OTA il confronto è immediato e la sensibilità al prezzo aumenta.
Un consiglio pratico: analizza le tue prenotazioni passate e segmentale per mercato, periodo e canale. Scoprirai che non tutti i tuoi clienti reagiscono allo stesso modo e potrai adattare meglio le strategie di prezzo.
Il revenue management si basa su un principio semplice: vendere la camera giusta, al cliente giusto, al prezzo giusto, nel momento giusto. Senza conoscere l’elasticità della domanda, però, rischi di prendere decisioni alla cieca.
Pricing dinamico: se la domanda è anelastica, puoi alzare i prezzi senza perdere ricavi. Se è elastica, devi mantenere o abbassare i prezzi, magari aggiungendo servizi inclusi.
RevPAR (Revenue per Available Room): il vero obiettivo non è vendere a tutti i costi, ma massimizzare i ricavi complessivi. Un prezzo leggermente più alto con poche camere vuote può valere più di un prezzo basso con l’hotel pieno.
Decisioni strategiche: conoscere l’elasticità ti permette di pianificare campagne di marketing mirate, offerte last minute, pacchetti e tariffe differenziate per target.
Esempio pratico:
| Scenario | Prezzo camera | Occupazione | Ricavi totali |
|---|---|---|---|
| Alta pressione della domanda | 200 € | 100% (100 camere) | 20.000 € |
| Prezzo ↑ 10% | 220 € | 95% (95 camere) | 20.900 € |
| Bassa pressione della domanda | 100 € | 50% (50 camere) | 5.000 € |
| Prezzo ↑ 20% | 120 € | 35% (35 camere) | 4.200 € |
La tabella mostra chiaramente che nei momenti di alta pressione della domanda conviene alzare, mentre in quelli di bassa pressione serve stimolare la domanda strategie specifiche di vendita, marketing e comunicazione.
Vediamo tre casi concreti:
Alta pressione di domanda (anelastica)
Un resort al mare a luglio decide di aumentare i prezzi del 15%. L’occupazione scende solo dal 100% al 95%, ma i ricavi aumentano. Qui i clienti sono disposti a pagare pur di non rinunciare alle vacanze.
Bassa pressione di domanda (elastica)
Un hotel cittadino decide di alzare i prezzi a novembre: il risultato è un drastico calo dell’occupazione e, di conseguenza, dei ricavi. In questo caso la domanda si dimostra elastica, quindi non basta agire solo sul prezzo. Potrebbe essere utile impostare una strategia di marketing mirata, capace di intercettare meglio la domanda potenziale e aumentare la visibilità su intenti di ricerca specifici legati alla stagione, alle caratteristiche del territorio o ai punti di forza unici della struttura. Un ruolo importante può averlo anche una unique selling proposition chiara e distintiva. Da non sottovalutare, inoltre, il valore delle offerte, che devono essere pensate in modo intelligente e calibrato, sempre nel rispetto delle prenotazioni già acquisite.
Servizi extra
Aggiungere valore riduce la sensibilità al prezzo. Un esempio: offrire una camera a 120 € con colazione inclusa e accesso spa può sembrare più conveniente di una camera a 100 € senza extra. Il cliente percepisce più valore e la domanda diventa meno elastica.
Conclusione di questi esempi? Semplice, non guardare solo al prezzo, ma al valore percepito.
Per sfruttare l’elasticità a tuo vantaggio servono strategie concrete:
Segmentazione della clientela: differenzia tariffe e offerte. Ad esempio, business con opzioni flessibili, famiglie con pacchetti all inclusive.
Tariffe dinamiche: usa software RMS o anche analisi interne per adattare i prezzi in base a domanda e disponibilità.
Branding e reputazione: più il tuo brand è forte e riconoscibile, meno i clienti saranno sensibili al prezzo. Investire in storytelling e recensioni positive riduce l’elasticità.
Creare valore aggiunto: non vendere solo camere, ma esperienze. Escursioni, pacchetti benessere, degustazioni: tutto ciò che differenzia la tua struttura ti permette di mantenere prezzi più alti senza perdere clienti.
Gestione dei canali: sul sito ufficiale offri vantaggi esclusivi (early check-in, drink di benvenuto) per ridurre la competizione diretta con le OTA.
L’obiettivo non è abbassare sempre i prezzi, ma adattarli al livello di elasticità del momento e del target.
Ecco alla conclusione di questo articolo con un riepilogo degli errori più comuni che alcuni albergatori commettono in questo ambito. Errori che se non individuati e corretti riducono i ricavi.
Puntare solo sul prezzo: abbassare sempre le tariffe rischia di deprezzare il brand.
Copiare i competitor: ogni struttura ha segmenti e mercati diversi, copiare può essere controproducente.
Ignorare i dati: senza analizzare booking window, canali e mercati, non puoi misurare la vera elasticità.
Non differenziare l’offerta: proporre la stessa camera a tutti i target è un limite enorme.
Trascurare il sito ufficiale: senza un canale diretto competitivo, sei alla mercé delle OTA e della concorrenza di prezzo.
Evitare questi errori ti permette già di lavorare meglio sull’elasticità della domanda e costruire basi solide per un revenue management efficace.
Come vedi l’elasticità della domanda turistica non è quindi un concetto teorico, ma uno strumento pratico per guidare le tue scelte di pricing. Ti permette di capire quando spingere sui prezzi, quando puntare sui volumi e quando invece aggiungere valore per differenziarti.
Abbiamo visto che dipende da fattori come stagionalità, target, canali e brand. Abbiamo visto esempi numerici e strategie concrete per sfruttarla al meglio.
La lezione più importante? Non temere di alzare i prezzi nei momenti giusti e non affidarti solo agli sconti nei periodi difficili. Lavora sul valore percepito, sulla reputazione e sulla segmentazione. In questo modo trasformerai l’elasticità da problema a risorsa, aumentando i ricavi e costruendo un posizionamento più solido per la tua struttura.
© Copyright by Be Revenue – Un progetto di Peccianti Riccardo e Ricciardi Vincenzo – P.IVA 02654250410
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