Negli ultimi anni il turismo all’aria aperta ha vissuto una vera e propria rinascita. Sempre più viaggiatori cercano esperienze a contatto con la natura, luoghi in cui rallentare i ritmi e riscoprire la semplicità del viaggio.
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ToggleIl mercato del campeggio italiano, valutato intorno a 900 milioni di €, potrebbe superare 1,3 miliardi entro il 2027. Le presenze previste nel 2025 si attestano intorno a 67,7 milioni, con un impatto economico complessivo stimato oltre gli 8,8 miliardi di euro.
Per i proprietari di campeggi questa è un’opportunità enorme, ma anche una sfida. La concorrenza è cresciuta, i portali e le OTA intercettano gran parte delle prenotazioni e il rischio è quello di diventare sempre più dipendenti da piattaforme che riducono margini e autonomia. Per questo diventa fondamentale investire in strategie di marketing e revenue management capaci di aumentare le vendite dirette e di posizionare il campeggio in maniera distintiva sul mercato.
Il campeggio non è più solo la vacanza economica con la tenda canadese piantata tra gli alberi. Oggi il settore è attraversato da tendenze molto diverse che spaziano dal turismo plenair tradizionale al glamping di lusso. Le piazzole restano la base del business, ma il loro valore cambia se integrate con servizi moderni e con una comunicazione capace di trasmettere emozioni.
Il boom del turismo open-air in Italia e in Europa si riflette nei numeri: negli ultimi dieci anni la domanda di soggiorni in campeggio è cresciuta soprattutto tra famiglie e viaggiatori internazionali. Ciò che attrae è la combinazione di libertà, natura e flessibilità. Il fenomeno “plenair”, cioè il vivere all’aria aperta, ha assunto un significato ancora più forte dopo la pandemia, quando i viaggiatori hanno cercato destinazioni sicure, non affollate e immerse nel verde.
A questo si aggiunge la crescita del glamping, l’evoluzione “premium” delle vacanze outdoor. Tende di lusso, lodge con bagno privato, roulotte vintage trasformate in suite: non si tratta più solo di un posto per dormire, ma di un’esperienza che fonde il fascino della natura con il comfort di un boutique hotel. Per i campeggi significa differenziarsi, intercettare un target disposto a spendere di più e comunicare il proprio valore in modo nuovo.
Promuovere un campeggio non significa solo farsi conoscere, ma anche massimizzare il valore di ogni prenotazione. Ecco perché marketing e revenue management devono andare a braccetto.
Il vero salto di qualità avviene quando le campagne pubblicitarie vengono pianificate in sinergia con i dati del revenue. Se un periodo risulta debole, si attiva una campagna specifica. Se invece la domanda è alta, la comunicazione si concentra sul valore aggiunto del campeggio, senza abbassare i prezzi. È questa integrazione che trasforma la promozione da costo a investimento.
Molti proprietari di campeggi si chiedono se valga davvero la pena investire tempo ed energie nei social media. La risposta non è univoca, ma la tendenza è chiara: i canali visivi come Facebook, Instagram e, sempre di più, TikTok sono fondamentali per mostrare emozioni e costruire una community.
Allo stesso tempo, non basta “esserci”: è necessario intercettare gli utenti durante tutto il percorso di acquisto, presidiare i vari touchpoint digitali e guidarli passo dopo passo. Dalla fase di ispirazione, quando un potenziale ospite guarda foto e video di esperienze, a quella decisionale, in cui confronta offerte e recensioni, fino al momento della prenotazione e al post-soggiorno. Ogni punto di contatto è un’occasione per rafforzare la relazione, aumentare la fiducia e trasformare l’interesse in prenotazioni dirette.
Un campeggio non vende semplicemente piazzole, vende esperienze: il risveglio con vista sul lago, la cena sotto le stelle, i bambini che giocano liberi all’aperto. Tutto questo è perfetto per i social, dove la comunicazione visiva ha più forza delle parole. Instagram Stories e Reels permettono di raccontare la vita quotidiana del campeggio, mentre Facebook rimane efficace per informare su eventi, promozioni e iniziative locali.
Non va sottovalutata la forza delle community. Gruppi di campeggiatori su Facebook, forum dedicati ai viaggi in camper, Local Guide di Google: essere presenti e attivi in questi contesti significa intercettare un pubblico già interessato, pronto a condividere esperienze e consigli. Il passaparola digitale è oggi uno dei più potenti strumenti di marketing.
Estate 2025: boom delle prenotazioni
Federcamping segnala un aumento delle prenotazioni negli ultimi 30 giorni del +26 % per i campeggi al lago e +21 % per quelli al mare. I tedeschi restano il bacino principale degli ospiti, seguiti da italiani, olandesi, e altri europei
Uno dei dubbi più comuni tra i gestori riguarda l’andamento del settore: le piazzole sono in crescita o in calo? La risposta è complessa. Da un lato la domanda tradizionale di campeggio puro è stabile o in lieve flessione, dall’altro il glamping e le soluzioni ibride sono in forte espansione. Ciò significa che chi si limita a offrire piazzole “nude” rischia di vedere calare i margini, mentre chi arricchisce l’offerta con servizi e alloggi innovativi intercetta nuova domanda.
Il turismo sostenibile gioca un ruolo sempre più importante. I viaggiatori cercano campeggi che adottano energie rinnovabili, pratiche di riciclo, mobilità dolce e politiche “zero waste”. Comunicare questi valori non è più un vezzo, ma una leva di marketing decisiva per differenziarsi.
Anche i servizi extra fanno la differenza. Sempre più campeggi puntano su aree wellness, ristorazione gourmet, attività sportive o esperienze culturali in collaborazione con il territorio. Il campeggio diventa così un ecosistema di esperienze che giustificano un prezzo più alto e fidelizzano l’ospite.
La promozione non finisce con la prenotazione. Anzi, il lavoro più importante inizia quando l’ospite lascia il campeggio. Fidelizzare significa ridurre i costi di acquisizione futuri e trasformare i clienti in ambasciatori del brand.
Strategie di fidelizzazione e stimolo al passaparola
Newsletter mirate e automazioni personalizzate: email di benvenuto pre-soggiorno, follow-up post-partenza, offerte stagionali dedicate.
Recensioni online semplificate: invio automatico tramite email, QR code nelle aree comuni, inviti amichevoli a lasciare feedback.
Programmi fedeltà semplici ma efficaci: vantaggi esclusivi per chi prenota direttamente, come check-out posticipato, upgrade gratuito, promozioni su attività extra o priorità nelle piazzole migliori.
Coinvolgimento attivo sui social: condividere contenuti user-generated, organizzare contest fotografici o hashtag dedicati.
Esperienze personalizzate per il ritorno: inviare proposte “torna con un amico”, offerte sulle esperienze più amate durante il soggiorno precedente.
Promuovere un campeggio oggi significa combinare più competenze: la capacità di raccontare emozioni, l’uso intelligente del digitale e una gestione dei prezzi basata sui dati. Non basta essere presenti online, bisogna esserci con strategia.
Il sito web, la SEO e le campagne pubblicitarie sono i pilastri della visibilità; i social media e le community creano connessioni emotive; il revenue management trasforma le prenotazioni in profitti; la fidelizzazione costruisce valore a lungo termine.Il settore dei campeggi è in trasformazione, sospeso tra tradizione e innovazione, tra piazzole classiche e tende di lusso. Per i gestori questo è il momento di scegliere se rimanere fermi o cogliere l’occasione per evolvere. Chi saprà integrare marketing, revenue e customer experience non solo ridurrà la dipendenza dalle OTA, ma diventerà protagonista di un turismo outdoor sempre più centrale nel futuro dei viaggi.
Noi di Be Revenue collaboriamo già con diversi campeggi in contesti molto differenti: dalle strutture al mare a quelle in collina, fino ai campeggi nei pressi di città d’arte. In tutti i casi il filo conduttore è lo stesso: un rapporto di fiducia reciproca e risultati concreti che hanno portato soddisfazione da entrambe le parti. Ogni campeggio ha esigenze e peculiarità uniche, e il nostro lavoro consiste proprio nel valorizzarle al meglio attraverso strategie digitali e di revenue management mirate.
Per noi la privacy dei clienti è fondamentale, tanto quanto i risultati che insieme raggiungiamo. Per questo non condividiamo pubblicamente dati riservati, ma possiamo dire che le strategie adottate stanno portando benefici tangibili.
Quello che possiamo dire è che in media le campagne pubblicitarie gestite registrano un ROAS superiore a 22x, mentre in alcune strutture le prenotazioni dirette arrivano a coprire fino all’80% del totale. I tassi di occupazione, grazie a un approccio combinato tra marketing e revenue management, superano spesso il 90% nei periodi di punta. Questi numeri, pur indicativi, raccontano bene l’efficacia del metodo che applichiamo quotidianamente.
© Copyright by Be Revenue – Un progetto di Peccianti Riccardo e Ricciardi Vincenzo – P.IVA 02654250410
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